E. Bürstenbinder
Ho deciso di dare voce all’umanità e alla vita nella loro bellezza. Di dare spazio e valore ai piccoli semi di fiducia e meraviglia in ciò che vedrò, sentirò, leggerò, vivrò. Questo non è cieco ottimismo, non è negare la realtà dei fatti ne’ fingere che vada tutto bene. E' la scelta consapevole di guardare anche altro, di rivolgere lo sguardo anche a ciò che di buono ci circonda, d’imparare a vedere il mondo e la vita con occhi nuovi...
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domenica 5 aprile 2015
Rinascita
E. Bürstenbinder
lunedì 24 dicembre 2012
Notte di Natale
"Ciò che noi crediamo nascere simbolicamente ogni Notte di Natale è l'anima umana nella sua natura originaria...
Possente è in realtà il suono che può parlare a noi nella Notte di Natale, se siamo in grado di comprenderlo".
R. Steiner
lunedì 21 maggio 2012
Nel cuore della notte
E’
seduto al buio.
Circondato dal silenzio e dal vuoto,
si chiede come mai è ancora lì.
si chiede come mai è ancora lì.
Per
un momento si era illuso
che sorgesse il sole.
che sorgesse il sole.
Invece
no. Il buio pare interminabile.
Ha
chiesto, ha pianto, ha pregato,
ha gridato, si è interrogato.
ha gridato, si è interrogato.
Si
è tormentato con mille dubbi,
mille domande.
mille domande.
Si
è accusato, giudicato, compatito.
Nei
momenti peggiori è arrivato a pensare che tutto quel buio
fosse colpa sua.
fosse colpa sua.
Il
buio persiste.
E
lui sta lì.
Ha
provato e riprovato.
Davvero,
non sa cosa fare.
Nel
più totale sconforto, attende.
Non
succede nulla.
La
realtà è buia e immobile.
E
così si sente lui. Buio e immobile.
Inerte.
Poi
si ricorda. Qualcuno gli disse una frase, tanto tempo fa.
Nella tua assoluta assenza di speranza troverai la
tua unica speranza
Le
parole rimbombano nel suo cuore.
Un
piccolo impercettibile movimento.
Qualcosa
finalmente succede.
Qualcosa si scioglie.
Una
nuova fiducia sta nascendo.
All’orizzonte,
appare il primo raggio dell'alba.
martedì 8 maggio 2012
Liberi siamo noi
E' chiuso in una Gabbia. E’ lì dentro da così tanto tempo che non ricorda nemmeno più che quella è una Gabbia. Crede che sia il Mondo.
Un tempo la Gabbia fu davvero
accogliente. Luminosa, pulita, profumata di fresco, con le sbarre che
scintillavano al sole. Tanto accogliente che lui vi si accomodò, e non sentì lo scatto della
serratura. Finalmente un bel posto confortevole e sicuro, pensò. Nulla turberà più la mia tranquillità.
Finalmente è tutto sistemato.
Finalmente è tutto sistemato.
Il
tempo è passato.
La Gabbia è sempre uguale a se stessa. Lui conosce ogni pietra, ogni angolo, ogni fessura. Sempre solida, è, ma mostra i segni del tempo. L’intonaco ingiallito e screpolato, le macchie di muffa sulle pareti, le crepe sul soffitto, le sbarre un po’ arrugginite. Lui prova a sistemarla, fa qualche lavoretto, ma c’è qualcosa che non va. Non riesce più a goderne come una volta. Forse è perché hanno costruito dei palazzi davanti, e non entra più tanta luce. O forse perché incomincia a provare una strana inquietudine. Si accorge dei suoni che vengono da fuori: musica, clacson, voci, risate. Vita, insomma. E tutta questa protezione, tutta questa sicurezza, incominciano a stargli strette.
La Gabbia è sempre uguale a se stessa. Lui conosce ogni pietra, ogni angolo, ogni fessura. Sempre solida, è, ma mostra i segni del tempo. L’intonaco ingiallito e screpolato, le macchie di muffa sulle pareti, le crepe sul soffitto, le sbarre un po’ arrugginite. Lui prova a sistemarla, fa qualche lavoretto, ma c’è qualcosa che non va. Non riesce più a goderne come una volta. Forse è perché hanno costruito dei palazzi davanti, e non entra più tanta luce. O forse perché incomincia a provare una strana inquietudine. Si accorge dei suoni che vengono da fuori: musica, clacson, voci, risate. Vita, insomma. E tutta questa protezione, tutta questa sicurezza, incominciano a stargli strette.
La
Gabbia non è più così piacevole. Forse fuori c’è altro. Forse, e quasi si vergogna
a pensarlo, avrebbe voglia di uscire un po’. Ma come, si dice, dopo tutto
questo tempo? Dopo che hai creduto che la Gabbia fosse tutto, adesso cosa sono
questi pensieri ribelli, si ammonisce, dove pensi di andare, cosa vorresti
fare? E’ solo che sei stanco, hai
bisogno di riposarti, dormici su e vedrai che domattina starai meglio.
Si,
forse è solo un po’ d’indigestione. Lui zittisce i pensieri ribelli e si rimette giù,
buono, domani starò bene.
Ma i pensieri insistono. La Gabbia diventa sempre più insopportabile. I rumori all'esterno sempre più intensi. Come posso fare? Pensa, forse sto diventando pazzo. Forse vorrei davvero uscire da qui.
Ma i pensieri insistono. La Gabbia diventa sempre più insopportabile. I rumori all'esterno sempre più intensi. Come posso fare? Pensa, forse sto diventando pazzo. Forse vorrei davvero uscire da qui.
Si sente qualcosa, uno strano cigolio. Le sbarre della Gabbia si aprono. Una voce dolce da fuori
lo chiama “vieni, puoi uscire ora”. Lui è perplesso, non si fida. La voce insiste “guarda, qui è bellissimo, c’è il sole, c’è aria fresca, vieni,
non avere paura”. Lui si avvicina cautamente all’uscita e guarda fuori. Per la
prima volta da tanto tempo vede un albero, vede il sole, vede una mano tesa. Nella
luce abbagliante non capisce di chi è quella mano. Ma la voce è morbida e calda "forza, ancora
un piccolo passo, sono qui ad accoglierti, ma quel passo lo
devi fare tu".
Lui
è in bilico. Guarda indietro, guarda quello che è stato per tanto tempo il suo
mondo. Si, pensa, è un po’ sgretolato, un po’ malridotto, ma lo conosco, non mi
riserva sorprese, mi ci sono trovato così bene, forse potrei ancora starci
comodamente. Forse se resisto ancora un po' tornerò a starci bene come prima.
Poi guarda fuori, davanti a sé, alla luce, ai colori, alla mano che lo aspetta. E’ molto attirato da questa voce, da questo mondo nuovo che si sta spalancando davanti ai suoi occhi. Ma ha paura. Chissà cosa troverò, e se poi mi sbaglio, è un gesto da incoscienti, dovrei stare qui, e cosa penseranno, non posso, non ce la faccio, non sono sicuro, ma chi credo di essere.
Poi guarda fuori, davanti a sé, alla luce, ai colori, alla mano che lo aspetta. E’ molto attirato da questa voce, da questo mondo nuovo che si sta spalancando davanti ai suoi occhi. Ma ha paura. Chissà cosa troverò, e se poi mi sbaglio, è un gesto da incoscienti, dovrei stare qui, e cosa penseranno, non posso, non ce la faccio, non sono sicuro, ma chi credo di essere.
E’
lì, in sospeso fra due vite possibili.
La
scelta è sua.
La
scelta è di ognuno di noi.
Il mondo è pieno di vivi che sembrano morti perché hanno smesso di desiderare. Ma tu puoi ancora cambiare. M. Gramellini
Il mondo è pieno di vivi che sembrano morti perché hanno smesso di desiderare. Ma tu puoi ancora cambiare. M. Gramellini
domenica 8 aprile 2012
Buona Pasqua
mercoledì 14 marzo 2012
Il tempo del risveglio
Stavo scrivendo da un po' quando Merlino ha reclamato la sua cena.
Gli ho risposto in automatico, "è presto".
Lui, saggio e perseverante come solo un gatto può essere, ha insistito.
Allora ho guardato l'orologio: le 18, l'ora del suo pasto.
Mi sono resa conto all'improvviso che l'inverno è finito. C'è ancora luce fuori.
Le stagioni luminose sono in arrivo, con il loro carico di possibilità.
Abiti più leggeri, colori più chiari, cibi più freschi.
C'è aria di rinascita in giro. C'è voglia di uscire, di aprirsi alla vita, di rifiorire.
C'è voglia di cambiare pelle e attraversare il mondo con più leggerezza.
L'inverno è finito: la luce è tiepida e danza, dal suolo al firmamento chiaro.
P. Verlaine
Gli ho risposto in automatico, "è presto".
Lui, saggio e perseverante come solo un gatto può essere, ha insistito.
Allora ho guardato l'orologio: le 18, l'ora del suo pasto.
Mi sono resa conto all'improvviso che l'inverno è finito. C'è ancora luce fuori.
Le stagioni luminose sono in arrivo, con il loro carico di possibilità.
Abiti più leggeri, colori più chiari, cibi più freschi.
C'è aria di rinascita in giro. C'è voglia di uscire, di aprirsi alla vita, di rifiorire.
C'è voglia di cambiare pelle e attraversare il mondo con più leggerezza.
L'inverno è finito: la luce è tiepida e danza, dal suolo al firmamento chiaro.
P. Verlaine
mercoledì 9 marzo 2011
Cambiare il mondo
Un milione (si, UN MILIONE) di bambini si sono riuniti lo scorso 11 dicembre 2010 al Tempio buddista Dhammakaya in Thailandia, per meditare e cantare insieme per cambiare il mondo, e per prendersi l'impegno di essere un giorno, quando saranno grandi, dei leader virtuosi.
Un evento senza precedenti per la rinascita morale e spirituale di tutti gli uomini.
Un evento senza precedenti per la rinascita morale e spirituale di tutti gli uomini.
Lo ripeterò fino allo sfinimento: possiamo costruirlo, un mondo nuovo. E rincuora davvero vedere chi lo sta già facendo.
I desideri dei bambini danno ordini al futuro. E. De Luca
sabato 12 febbraio 2011
Il sole di Febbraio
Sono giornate meravigliose.
Anche in pianura padana il cielo è terso e splende il sole. Siamo ancora nel pieno dell'inverno, hanno previsto altra neve, ma l'aria sta già cambiando.
Forse avremo di nuovo freddo, ma non temete:
la primavera, ancora una volta, tornerà.
L'uomo è come un albero e in ogni suo inverno levita la primavera che reca nuove foglie e nuovo vigore. V. Pratolini
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