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domenica 24 giugno 2012

La notte di San Giovanni

"La festa che preferivo era San Giovanni... amavo stendermi nell'erba con la faccia al cielo... Chi non ha mai provato l'impressione di vogare su un fragile battello in un mare di stelle? Sentivo quanto ero piccola, ma nello stesso tempo che facevo parte integrante dell'universo... avevo allora la convinzione che la nostra sola missione quaggiù è proteggere i più deboli e non dimenticare nessuno  per la strada.
Così, quando ci tenevamo per mano intorno al fuoco di San Giovanni, in una "danza" pazza, ero felice, come se quelle mani riunite nella luce diventassero la prova vivente di ciò che sentivo".
C. Signol

lunedì 4 luglio 2011

Vita che pulsa

Ho assistito all’esibizione di un gruppo di danzatori africani.

Si tende a pensare al sacro come silenzio, quiete, meditazione, raccoglimento. Ma il sacro non è solo questo. E’ anche danza, estasi, esplosione di vita e colori e suoni e gioia, “festosità perenne ed energia infinita”. Sacro è celebrare e cantare la vita in tutti i suoi aspetti. Questo è ciò che quei danzatori mi hanno trasmesso.
Lascio parlare questa poesia:

Voglio sapere se sai vivere con la gioia, la mia o la tua,
se sei capace di danzare con frenesia e farti colmare dall`estasi,
da cima a fondo, senza pensare di tornare in te, di stare con i piedi per terra,
senza ricordare i limiti degli essere umani.

Voglio sapere se puoi vivere con il fallimento, il tuo e il mio,
e riuscire tuttavia, fermo sul bordo del lago,
a gridare al plenilunio d'argento il tuo: "Sì".
Non mi interessa sapere chi sei o come sei giunto fin qui.
Voglio sapere se resterai con me
nel centro del fuoco senza tirarti indietro.
Oriah Mountain Dreamer