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venerdì 27 giugno 2014

Noi e loro

Questo "Atlante dei Pregiudizi" è illuminante. 
Mostra come cambia la percezione di "noi" e "gli altri" a seconda del punto di vista. Appare evidente, una volta di più, che i confini sono frutto di pregiudizi, etichettature e analisi semplicistiche. La realtà non ha confini. 



"La realtà ultima è un'unità di opposti". L. von Bertalanfly 

giovedì 29 novembre 2012

La felicità dalla A alla Z /5

ONESTA’
Non mentire, non rubare, non truffare ne’ manipolare sono alla base di una sana relazione con gli altri. E non per una questione morale, ma perché essere onesti, quindi tendere a una sempre maggiore limpidezza nei rapporti, ci alleggerisce e ci solleva da numerosi fardelli, preoccupazioni, confusioni.
Però, intendo onestà anche in un altro senso, che mi pare forse più importante. Ovvero, onestà verso se stessi. Dire a se stessi la verità, o almeno provarci. Non raccontarsela. Guardare in faccia le cose per quello che sono, per quanto possano apparirci sgradevoli. E’ come bere una pozione a volte amara; ma è l’unico rimedio che davvero ci può dare la felicità, perché è ciò che più ci avvicina a noi stessi.

PIACERE
Beh qui credo saremo tutti d’accordo. Il piacere è una forma di felicità, magari piccola, magari evanescente, ma accessibile a tutti. Il piacere del cibo, il piacere del sesso, il piacere di una bella dormita, o di un massaggio; il piacere di fare sport o di ballare; il piacere di ascoltare una buona musica, o di cantare, o di decorare una torta; il piacere di chiacchierare con un amica o di fare una passeggiata, sono modi basilari di appagamento che ci rendono un po’ più felici. Certo durano poco. Ma non sottovalutiamone la portata. Ogni piccolo piacere è un passo verso la felicità.

QUANDO FUORI PIOVE
Possiamo leggere un libro. O telefonare a una persona cara. O giocare a Monopoli. Quando il mare è in burrasca i pescatori riparano le reti. Quando abbiamo solo dei limoni, facciamoci una limonata. Trarre il meglio possibile dal momento, accettando le situazioni per quello che sono, è un punto fondamentale. Se le condizioni esterne non sono favorevoli, almeno in apparenza, abbiamo due scelte: imprecare e lamentarci contro il clima, la vita, la nostra solita sfortuna; oppure sfruttare al meglio le circostanze, traendone quanto di buono ci possono offrire. Anche perché fortuna o sfortuna, chi lo sa. A volte le cose migliori nascono da sgradevoli imprevisti.

Ciò che dovrà accadere accadrà, e tu hai una scelta: andarci insieme o andarci contro. Osho


martedì 16 ottobre 2012

Sanità che funziona




La cattiva notizia è che, vista l'età, sono entrata ufficialmente nel programma di prevenzione che l'Asl riserva alle "signore" (non ci posso credere). 
La buona notizia è che mi sono presentata alla visita a cui mi hanno chiamato, e ho trovato zero attesa, un'addetta gentilissima, una strepitosa efficienza con un tocco umano. E tutto senza pagare nulla. 
A volte le cose funzionano davvero bene, anche nella bistrattata sanità nazionale. 




Questo bisogna chiedere nelle preghiere: una mente sana in un corpo sano. D. G. Giovenale


giovedì 12 luglio 2012

Relatività

Attendo il treno. 
Una ragazza conversa con una turista, e si lamenta del servizio ferroviario italiano, dei ritardi, dei problemi. 
La turista ascolta in silenzio, poi se ne esce con 'Qui almeno i treni li avete. Nel mio paese non ci sono'. 
La ragazza, colpita, tace un momento poi cambia discorso.  
Non so da dove venisse questa donna, forse da qualche paese dell'est, ma di certo ha impartito una bella lezione. 
Relativizzare è sempre un esercizio utile. Spostare lo sguardo dal proprio ombelico e allargare l'orizzonte ci permette di avere una visione un po' più oggettiva di ciò che chiamiamo "realtà".

Non basta guardare, occorre guardare con occhi che vogliono vedere. G. Galilei