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lunedì 18 marzo 2013

Giornata Internazionale della Felicità

Mercoledì 20 Marzo si festeggia per la prima volta la Giornata Internazionale della Felicità, introdotta dall'ONU su proposta del Regno del Bhutan (un mio vecchio post parlava proprio del Buthan e del suo indice di felicità).
Ecco 5 piccoli suggerimenti per godere, almeno in quella giornata, di qualche sorso di "felicità"
1. Sorridere alle prime 3 persone che incontriamo
2. Fare qualcosa di nuovo e imprevisto: cambiare strada andando al lavoro, provare un cibo sconosciuto, mettersi i calzini spaiati, fare la spesa in un negozio diverso...
3. Dire "si" quando in automatico diremmo "no", o viceversa. Poi mantenerlo.
4. Telefonare a un amico/a che non sentiamo da tempo solo per il piacere di fare quattro chiacchiere
5. Rivolgere un gesto affettuoso a qualcuno che non se l'aspetta. 


La felicità è una scelta quotidiana. Non la trovi in assenza di problemi. La trovi nonostante i problemi. S. Littleword

martedì 10 aprile 2012

L'indice della felicità


E' diffusa l’idea che la felicità non è possibile dove c’è povertà. Eppure il Bhutan ci offre una grande lezione. 
Il 2 aprile questo piccolissimo e certamente non ricco stato himalaiano ha ospitato alle Nazioni Unite un incontro sulla felicità. Secondo un rapporto pubblicato dalla Columbia University, le nazioni ricche hanno molto da imparare dal Bhutan, che è ammirato non per il prodotto interno lordo ma per l’indice di felicità nazionale.
Non si può negare che gli standard di vita siano importanti. Gli autori della relazione sostengono che le nazioni più felici sono nel Nord Europa: Danimarca, Finlandia, Norvegia, Paesi Bassi. Si tratta di nazioni ricche: ma non è questo il motivo della felicità della popolazione. Libertà politica, una forte rete sociale e assenza di corruzione sono molto più importanti.
Non è solo la povertà, dicono, che spiega la predominanza delle nazioni sub-sahariane in fondo alla classifica, ad esempio Togo, Benin e Sierra Leone.
Alcuni dei fattori che ci rendono felici sono inevitabilmente collegati ad una economia forte: gli standard di vita e la sicurezza dell'impiego sono importanti. Ma, sostengono gli autori, oltre ad un certo punto, quando le persone hanno cibo a sufficienza, un tetto sulla testa, e un lavoro stabile con buone relazioni con i colleghi, i fattori che entrano in gioco sono altri.
L’indice del Bhutan misura salute, benessere psicologico, uso del tempo, cultura, buon governo, vitalità della comunità, ecologia e standard di vita. In occidente, per esempio nel Regno Unito, si sta appena iniziando a misurare la felicità della popolazione, e ci sono ampie discussioni in corso per decidere quali domande bisognerebbe fare alle persone. Chiaramente il Bhutan ci può insegnare molto.

L'essere contenti è una ricchezza naturale, il lusso è una povertà artificiale. Socrate