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martedì 17 settembre 2013

L'estate sta finendo

A poco a poco sto mettendo da parte l'estate, i suoi desideri appagati e quelli solo rimandati, le gioie inaspettate e gl'imprevisti divertenti, la leggerezza degli abiti e della mente, le nuove esperienze e le piacevoli abitudini. Una bellissima estate. 
La cicala ha cantato e danzato. Ma ora sta arrivando il tempo della formica.
Buon Settembre a tutti.


  • Centinaia di fiori in primavera, la luna in autunno, la brezza fresca d'estate, la neve in inverno. Se non occupi la tua mente in inutili cose, ogni stagione è per te una buona stagione. Wu-men


giovedì 28 marzo 2013

Uomini straordinari: Yacouba Savadogo

Yacouba Savadogo ha 67 anni, abita a Gourga, un villaggio rurale in Burkina Faso, sa appena leggere e scrivere ma parla con l'aria del saggio. (*)
"Non importa quel che pensa la gente, se hai un sogno devi fare di tutto per realizzarlo. E se ti dicono che sei pazzo fai come me: vai dritto per la tua strada. Io ce l'ho fatta, puoi riuscirci anche tu".
E continua: "A metà degli anni '70 tutto il Sahel fu colpito da una grave siccità. Il deserto inghiottì ettari di terre un tempo coltivate. Migliaia di persone morivano di fame, gli altri scappavano. Pensai: se vado via anch'io non resterà più nulla. Allora mi tornò in mente una tecnica di coltivazione antica, che avevo appreso in Mali".
Partendo da quell'intuizione, ed elaborando diverse tecniche di coltivazione, Yacouba inizio a piantare alberi nel deserto.
"Quando ho iniziato, qui c'era solo quest'albero. Oggi c'è una foresta di 27 ettari. Dove prima era tutto morto, ora è tornata la vita".
Affrontando mille ostacoli e difficoltà, Yacouba ha realizzato il suo sogno. E ora viaggia per insegnare ad altri ciò che ha scoperto, e continua a combattere per difendere la "sua" foresta.
Un uomo dalle qualità eccezionali. Una fonte d'ispirazione.

(*) Fonte: Vanity Fair

Cominciate col fare il necessario, poi ciò che è possibile, e all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile. S. Francesco d'Assisi

martedì 10 aprile 2012

L'indice della felicità


E' diffusa l’idea che la felicità non è possibile dove c’è povertà. Eppure il Bhutan ci offre una grande lezione. 
Il 2 aprile questo piccolissimo e certamente non ricco stato himalaiano ha ospitato alle Nazioni Unite un incontro sulla felicità. Secondo un rapporto pubblicato dalla Columbia University, le nazioni ricche hanno molto da imparare dal Bhutan, che è ammirato non per il prodotto interno lordo ma per l’indice di felicità nazionale.
Non si può negare che gli standard di vita siano importanti. Gli autori della relazione sostengono che le nazioni più felici sono nel Nord Europa: Danimarca, Finlandia, Norvegia, Paesi Bassi. Si tratta di nazioni ricche: ma non è questo il motivo della felicità della popolazione. Libertà politica, una forte rete sociale e assenza di corruzione sono molto più importanti.
Non è solo la povertà, dicono, che spiega la predominanza delle nazioni sub-sahariane in fondo alla classifica, ad esempio Togo, Benin e Sierra Leone.
Alcuni dei fattori che ci rendono felici sono inevitabilmente collegati ad una economia forte: gli standard di vita e la sicurezza dell'impiego sono importanti. Ma, sostengono gli autori, oltre ad un certo punto, quando le persone hanno cibo a sufficienza, un tetto sulla testa, e un lavoro stabile con buone relazioni con i colleghi, i fattori che entrano in gioco sono altri.
L’indice del Bhutan misura salute, benessere psicologico, uso del tempo, cultura, buon governo, vitalità della comunità, ecologia e standard di vita. In occidente, per esempio nel Regno Unito, si sta appena iniziando a misurare la felicità della popolazione, e ci sono ampie discussioni in corso per decidere quali domande bisognerebbe fare alle persone. Chiaramente il Bhutan ci può insegnare molto.

L'essere contenti è una ricchezza naturale, il lusso è una povertà artificiale. Socrate

lunedì 30 gennaio 2012

Il meglio di sé

Massimo Gramellini a "Che tempo che fa" ha raccontato un episodio che trovo bellissimo, e che riporto volentieri. E' tratto da un documentario della CNN sulla vita di Barack Obama.
Obama ragazzino e un suo amichetto sono sdraiati su un prato, di notte, a guardare le stelle. Riflettono su ciò che faranno da grandi. Obama dice "Tutti i compagni di scuola mi dicono che parlo bene, che riesco a convincere le persone, allora diventerò Presidente degli Stati Uniti!". L'amichetto risponde "A me dicono che ho le mani piccole e agili e so fare un sacco di cose, allora diventerò un orologiaio!".
Cambio scena. Inquadrano un uomo di una certa età, in un negozio di orologi, che guardando in camera esclama "Hai visto, Obama? Ce l'abbiamo fatta!!"
Ogni individuo ha un proprio talento. Scoprirlo, valorizzarlo ed esprimerlo è il grande compito della nostra esistenza. E non esistono talenti migliori di altri. Tutti sono ugualmente degni e ugualmente necessari alla grande famiglia umana.

Usa il tuo talento qualunque esso sia. I boschi sarebbero terribilmente silenziosi se cantassero solo gli uccelli che cantano meglio. Anonimo




lunedì 12 dicembre 2011

Tortellino day

Una giornata di Dicembre.
Un gruppo di donne di varie età.
Farina uova ripieno profumato.
Risate, chiacchiere, consigli, confronti, "i tuoi tortellini sono più belli dei miei".
Ore di lavoro, lunghi taglieri pieni.
Un piacere per gli occhi.
La soddisfazione di produrre qualcosa con le proprie mani.
Pregustare quando finalmente verranno assaporati, con il brodo buono.
Sentirsi parte di una tradizione secolare.
Momenti di vera gioia.

La tradizione è una bellezza da conservare, non un mazzo di catene per legarci. E. Pound