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martedì 24 aprile 2012

Ragazzi di oggi

Il treno viene assalito da un folto gruppo di studenti in gita. 
Sono attorno ai 18 anni, quasi tutti maschi, viaggiano con un paio di professori e, soprattutto, hanno al seguito zaini mastodontici e biciclette. Stanno tornando da un viaggio culturale-naturalistico, hanno fatto chilometri in bici, visto musei, attraversato paesi. 
Nel treno già affollato del sabato entrano come un piccolo tornado; persone, bici, bagagli si ammassano, le porte non si aprono, il treno accumula minuti di ritardo, qualche passeggero sbuffa.
Eppure, resto colpita dalle qualità di questi ragazzi. Sono educati e gentili, ridono e scherzano fra loro con battute lievi e intelligenti, ricordano con interesse ed entusiasmo alcuni momenti della vacanza, si mostrano collaborativi, attenti e pazienti quando si tratta di eseguire le complicate operazioni di carico e scarico. Se questi sono "i giovani d'oggi", siamo davvero in buone mani.


Ai giovani abbattere i nemici del bene e del vero; ai giovani combattere per il trionfo del progresso, della libertà, della  giustizia. P. Mantegazza

martedì 10 aprile 2012

L'indice della felicità


E' diffusa l’idea che la felicità non è possibile dove c’è povertà. Eppure il Bhutan ci offre una grande lezione. 
Il 2 aprile questo piccolissimo e certamente non ricco stato himalaiano ha ospitato alle Nazioni Unite un incontro sulla felicità. Secondo un rapporto pubblicato dalla Columbia University, le nazioni ricche hanno molto da imparare dal Bhutan, che è ammirato non per il prodotto interno lordo ma per l’indice di felicità nazionale.
Non si può negare che gli standard di vita siano importanti. Gli autori della relazione sostengono che le nazioni più felici sono nel Nord Europa: Danimarca, Finlandia, Norvegia, Paesi Bassi. Si tratta di nazioni ricche: ma non è questo il motivo della felicità della popolazione. Libertà politica, una forte rete sociale e assenza di corruzione sono molto più importanti.
Non è solo la povertà, dicono, che spiega la predominanza delle nazioni sub-sahariane in fondo alla classifica, ad esempio Togo, Benin e Sierra Leone.
Alcuni dei fattori che ci rendono felici sono inevitabilmente collegati ad una economia forte: gli standard di vita e la sicurezza dell'impiego sono importanti. Ma, sostengono gli autori, oltre ad un certo punto, quando le persone hanno cibo a sufficienza, un tetto sulla testa, e un lavoro stabile con buone relazioni con i colleghi, i fattori che entrano in gioco sono altri.
L’indice del Bhutan misura salute, benessere psicologico, uso del tempo, cultura, buon governo, vitalità della comunità, ecologia e standard di vita. In occidente, per esempio nel Regno Unito, si sta appena iniziando a misurare la felicità della popolazione, e ci sono ampie discussioni in corso per decidere quali domande bisognerebbe fare alle persone. Chiaramente il Bhutan ci può insegnare molto.

L'essere contenti è una ricchezza naturale, il lusso è una povertà artificiale. Socrate

lunedì 30 gennaio 2012

Il meglio di sé

Massimo Gramellini a "Che tempo che fa" ha raccontato un episodio che trovo bellissimo, e che riporto volentieri. E' tratto da un documentario della CNN sulla vita di Barack Obama.
Obama ragazzino e un suo amichetto sono sdraiati su un prato, di notte, a guardare le stelle. Riflettono su ciò che faranno da grandi. Obama dice "Tutti i compagni di scuola mi dicono che parlo bene, che riesco a convincere le persone, allora diventerò Presidente degli Stati Uniti!". L'amichetto risponde "A me dicono che ho le mani piccole e agili e so fare un sacco di cose, allora diventerò un orologiaio!".
Cambio scena. Inquadrano un uomo di una certa età, in un negozio di orologi, che guardando in camera esclama "Hai visto, Obama? Ce l'abbiamo fatta!!"
Ogni individuo ha un proprio talento. Scoprirlo, valorizzarlo ed esprimerlo è il grande compito della nostra esistenza. E non esistono talenti migliori di altri. Tutti sono ugualmente degni e ugualmente necessari alla grande famiglia umana.

Usa il tuo talento qualunque esso sia. I boschi sarebbero terribilmente silenziosi se cantassero solo gli uccelli che cantano meglio. Anonimo




mercoledì 26 ottobre 2011

La scelta

Un anziano Apache stava insegnando la vita ai suoi nipotini.
Egli disse loro:
"Dentro di me infuria una lotta terribile fra due lupi.
Un lupo rappresenta la paura, la rabbia, l'invidia, il dolore, il rimorso,
l'avidità, l'arroganza, l'autocommiserazione, il senso di colpa...
L'altro lupo rappresenta la gioia, la pace, l'amore, la speranza, la
serenità, l'umiltà, la gentilezza, l'amicizia, la compassione, la fiducia...
La stessa lotta si sta svolgendo dentro di voi ed anche dentro ad ogni
altra persona."
I nipotini rifletterono su queste parole per un po', poi uno di essi chiese:
"Quale dei due vincerà?"
L'anziano rispose semplicemente:
"Quello che nutri".

P. Lombardo