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lunedì 28 ottobre 2013

La Natura sa

 Un millepiedi viveva sereno e tranquillo, finché un rospo un giorno non gli disse per scherzo: "In che ordine metti i piedi l'uno dietro l'altro?".
Il millepiedi incominciò a lambiccarsi il cervello e a fare innumerevoli prove. 
Il risultato fu che da quel momento non riuscì più a muoversi. 
Aneddoto zen

giovedì 22 novembre 2012

La felicità dalla A alla Z /4


LENTEZZA
Rallentare, rallentare, rallentare. Il quotidiano ci spinge e ci tira a un ritmo forsennato. Mentre facciamo una cosa siamo già con la mente a quello che dovremo fare dopo. Oppure a  quello che dovevamo fare e non abbiamo fatto. Ovvero, siamo sempre troppo avanti o troppo indietro rispetto al momento presente, che è l'unico in cui possiamo essere felici. Esercitiamoci a camminare lentamente, parlare lentamente, mangiare lentamente. Come per magia si apriranno insospettati scenari di pace interiore.

MEDITAZIONE
Praticare regolarmente una tecnica di meditazione procura benessere. E' ormai dimostrato scientificamente: chi medita è più sereno, più equilibrato, quindi più felice. Un buon motivo per farlo, direi.

NITRIRE
Ma anche saltellare per strada, salutare gli sconosciuti, uscire con i calzini spaiati, parlare con i cani, e agire qualunque altro comportamento apparentemente bizzarro, ma che ci renda liberi di esprimere ciò che siamo e la nostra unicità. Qualche piccola incrinatura nelle convenzioni sociali, fregandocene dei giudizi, ci rende più liberi e più leggeri. Quindi più felici.

In ogni attività spontanea l'individuo abbraccia il mondo. E. Fromm 

venerdì 26 ottobre 2012

Una risata ci salverà

A cena con amici. Il ristorante è piuttosto elegante. 
Voci basse, luci discrete, i camerieri scivolano fra i tavoli con gesti misurati. 
Gli avventori siedono composti, con modi un po' affettati da manuale di galateo. 
Tutto scorre liscio, fino al momento in cui succede l'irreparabile: un cubetto di pomodoro, tratto da una fantastica dadolata con un nome impronunciabile, mi cade traditore nella scollatura, e mi finisce a contatto con la pancia. 
E' freddissimo e non riesco a trattenere un gridolino di disappunto e un sobbalzo. Provo a fare qualche contorsione ma è inutile, il cubetto ghiacciato resta lì. 
I miei amici se ne accorgono e dopo qualche sguardo solidale tutti insieme scoppiamo in una sonora risata, che irrompe come una cascata nell'atmosfera soffusa della sala. 
Nonostante qualche sguardo sorpreso e forse di disapprovazione, sono certa che anche gli altri clienti avrebbero voluto lasciarsi cogliere alla sprovvista e ridere spontaneamente del piccolo evento. 

E quando vidi il mio diavolo, lo trovai serio, esatto, profondo e solenne. Era lo spirito della gravità, per lui precipitano tutte le cose: non si uccide con l'ira, ma con il sorriso. Su, uccidiamo lo spirito di gravità!  F. Nietzsche