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venerdì 20 marzo 2015

Felicità e Primavera


Oggi 20 Marzo è la Giornata Internazionale della Felicità, ed è anche il primo giorno di primavera.
Dedico a tutti noi quest'aforisma, che pare sia di Antoine de Saint-Exupéry o forse no, ma è lo stesso. Chiunque fosse, era molto saggio.


"Non chiederti di cosa ha bisogno il mondo.
Chiediti cosa ti rende felice, poi fallo.
Il mondo ha solo bisogno di persone felici"


martedì 3 dicembre 2013

Finalmente Dicembre

Si, questo sfondo è molto kitsch.
Ma la stagione me lo richiede.
Abbasso il minimalismo zen, l'elegante compostezza, l'atmosfera sottile, sfumata, evanescente di certi luoghi.
Per me Dicembre è esagerato, colorato, scintillante. 
E' grasso, rubicondo e felice come Babbo Natale.
Porta angioletti ridenti e cascate argentine di nastri fiocchi biscotti perle e stelline.
E' la festa della luce e della gioia. 
Altri sono i momenti del raccoglimento quieto, dell'essenzialità, del silenzio.
Dicembre per me è una rotolante frenetica entusiasmante esperienza di espansione.

Natale non è un giorno o una stagione, ma uno stato d'animo.  J. C. Coolidge

venerdì 29 novembre 2013

Trento

Per una volta, mi concedo una giornata a Trento come turista.
Visito il MUSE, il nuovo museo della scienza: un edificio avveniristico, e un modo intelligente per rendere attraenti dei temi complessi, utilizzando strumenti interattivi ed educativi davvero interessanti. 
Poi, un pranzo sostanzioso a base di goulash con polenta e stinco al forno, un caffé a un tavolino sotto il sole tiepido, e una passeggiata per il centro.
Riscopro questa città che attraverso così spesso da non vederla più. 
E ricordo del perché me ne innamorai tanti anni fa quando la vidi per la prima volta, e del perché ancora oggi qui mi sento un po' a casa.

Come mi riesce difficile vedere ciò che è davanti ai miei occhi! L. Wittgenstein

giovedì 12 aprile 2012

Succede


Solo ieri pensavo di essere 
un frammento tremante 
e senza ritmo 
nella sfera della vita.
Adesso so di essere io la sfera,
e tutta la vita si muove 
dentro di me
in ritmici frammenti.

K. Gibran 





giovedì 23 febbraio 2012

Cammina cammina

Uno dei miei propositi per questo 2012 (oltre a sopravvivere alla fine del mondo) è di camminare almeno mezz'ora tutti i giorni.
Le mie mete quotidiane sono in gran parte raggiungibili a piedi, con solo un po' di tempo in più. Quindi, lascio ferma la macchina e cammino.
A parte i benefici fisici e i vantaggi ecologici, mi si sta rivelando un mondo.
Viuzze mai viste prima, con case e negozietti sconosciuti.
Giardini curati che neanche Versailles, e altri semiselvaggi.
La gente-che-va-a-piedi, una popolazione variegata e diversa da quelli-che-vanno-in-auto.
La sensazione che il mondo attorno sia una fucina di cose piccole e grandi, comunque interessanti.
Gatti in esplorazione, attenti e sempre ben pasciuti.
La certezza che non c'è bisogno di correre. Che posso "conquistare" la mia città anche, soprattutto, senza quattro ruote. E che in questo camminare c'è già tutto.

Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, la pietra che ha cambiato posto. J. Saramago

lunedì 23 gennaio 2012

Chi l'avrebbe detto

Una famosa coppia di cantanti, evidentemente maestri di saggezza sotto mentite spoglie, cantava che la felicità è "un bicchiere di vino con un panino". 
All'epoca ne ridevo con sufficienza, ma devo ammettere che, forse, avevano ragione loro...
Il bicchiere di vino è diventato un aperitivo, ed è sufficiente.
Ormai lo so:
sono le piccole cose che illuminano le nostre giornate.
La felicità non va ricercata nel cielo sempre sereno, ma nelle piccole cose con le quali costruiamo la vita.  C. Sylva


lunedì 16 gennaio 2012

Nella nebbia

Vagare nella campagna emiliana immersa nella nebbia è un vero piacere.
La strada è deserta.
L’auto procede pigra.
Non c’è fretta.
Posso immergermi in quest’aria densa, in cui i colori sfumano, le distanze si confondono, gli oggetti assumono forme insolite.
Il mondo è diverso, visto da qua.
Una visione onirica. Il tempo è rarefatto, lo spazio rallenta.
Sogno canti celtici, Avalon, brume inglesi, distese di erica.
Un'affascinante immersione in una realtà parallela.

Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l'ha già creata. A. Einstein

venerdì 13 gennaio 2012

Alla ricerca dell'uscita perduta

Bologna, stazione dei treni.
Il regionale ci deposita su un binario insolito, in un'ala nuova della stazione.
Io e qualche altro passeggero c'inoltriamo disorientati nel lunghissimo tunnel, incerti sulla direzione da prendere. I cartelli non aiutano.
Un uomo volenteroso si lancia in avanscoperta, "vado a vedere se di qua va bene". Arriva in fondo al tunnel, e con aria soddisfatta ci fa larghi segnali da lontano con le braccia, si, venite, di qua si esce.
Per un momento ci sentiamo tutti esploratori. Un pizzico d'Indiana Jones nei sotterranei della stazione. Profumo di avventura in una giornata qualunque.

La vita più quotidiana e normale, vogliamo vederla come un avventuroso miracolo. Ecco la regola di vita e d'arte per cent'anni ancora. M. Bontempelli

giovedì 15 dicembre 2011

Vivere

Invece del solito viaggio in treno, accetto il passaggio di un amico.
Il panorama che vedo regolarmente dal finestrino oggi sembra diverso. E non è necessario che mi legga il quotidiano da cima a fondo, le chiacchiere rendono il viaggio più breve. Anche la fila al casello sembra gradevole.
So che, se facessi il viaggio in auto tutte le settimane, diventerebbe un abitudine, non ne apprezzerei più la piacevolezza, e sarebbe il treno ad apparirmi come una bella avventura.
Le abitudini ci allontanano dalla bellezza del vivere. Certo,  sono necessarie, e a volte anche benefiche; ci aiutano a risparmiare energia, e ci danno sicurezza: ma spesso ci chiedono un prezzo alto, spengono la nostra attenzione, la nostra consapevolezza, e ci rendono soggetti passivi nelle nostre vite.
Una vita fatta soltanto di abitudini è una vita automatica.
Basta cambiare qualcosa ogni giorno, anche solo una piccola cosa, per ridiventare "vivi", per vedere il mondo e la vita con occhi diversi.
Rifuggiamo dal tran tran quotidiano, e dove possibile cerchiamo di mantenerci aperti al nuovo, impegnandoci a operare piccoli ma significativi cambiamenti: cambiare strada, cambiare bar, cambiare posto a tavola...tutto ci aiuta a mantenerci "svegli".

Mi piace ricordare qui questa poesia, che gira da parecchio tempo ma è sempre d'ispirazione.

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivi
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice respirare.

Soltanto l'ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.



M. Medeiros

martedì 21 giugno 2011

Summertime

L'estate è arrivata.

Non è la mia stagione preferita: tutto troppo esposto, troppo ovvio, troppo evidente.
Manca il mistero, mancano le sfumature, manca il "dentro".

Però, quest'anno sono contenta che arrivi.

Ho voglia di ridere e di respirare, di muovermi e di poltrire, di assaggiare e annusare, di esplorare e sperimentare. Ho voglia di farmi portare dalle onde, di lasciarmi sorprendere dalla vita.

Ho voglia di guardare l'estate con occhi nuovi.


Nella profondità dell'inverno, ho imparato alla fine che dentro di me c'è un'estate invincibile.
A. Camus